Il mare di Capri al tempo del coronavirus: così i pesci diventano meno diffidenti

Polpi e murene, gorgonie e branchi di occhiate: con l’uomo in quarantena da Covid, i pesci diventano meno diffidenti. E da Punta Carena, dove uno speciale idrofono ha anche captato i suoni della vita subacquea, alla Grotta Azzurra, il progetto di Marevivo "Il mare al tempo del Coronavirus" racconta la biodiversità sommersa di Capri ai tempi del coronavirus. Si tratta di immagini straordinarie, realizzate da una task force di cui hanno fatto parte nuclei subacquei di carabinieri, guardia costiera, polizia e della Divisione sub di Marevivo,  coordinati per la parte scientifica da Ferdinando Boero, docente di zoologia della Federico II e da Enzo Saggiomo, direttore della Fondazione Dohrn.  “Ora l’obiettivo - - dichiara Rosalba Giugni, presidente di Marevivo - è di passare tutti insieme alla fase 2, continuando a risanare le ferite inferte all’ecosistema marino (emerse impietose attraverso reti abbandonate e rifiuti vari, ndr), per scoprirne le forme di vita ancora sconosciute e per diffonderne la conoscenza”.
 
Pasquale Raicaldo e Anna Laura De Rosa

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